Leucemia linfatica cronica recidivata e refrattaria: Acalabrutinib, miglior profilo di tollerabilità e beneficio sostenuto a lungo termine anche in prima linea


I risultati finali dello studio head-to-head di fase III, ELEVATE-RR, hanno dimostrato una sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) non-inferiore e un minor numero di eventi di fibrillazione atriale per Acalabrutinib ( Calquence ) rispetto a Ibrutinib ( Imbruvica ) nei pazienti precedentemente trattati con leucemia linfatica cronica ( LLC ), il tipo più comune di leucemia dell’adulto.

I risultati di follow-up aggiornati a 4 anni dello studio di fase III ELEVATE-TN hanno continuato a mostrare un significativo beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione per Acalabrutinib come terapia di combinazione o come monoterapia in pazienti con leucemia linfatica cronica non-trattati in precedenza.

Con un follow-up mediano di 40.9 mesi, lo studio ELEVATE-RR ha raggiunto l’endpoint primario di non-inferiorità della sopravvivenza senza progressione, rispetto a Ibrutinib, con una sopravvivenza mediana senza progressione di 38.4 mesi in entrambi i bracci ( hazard ratio [ HR ] di 1.0, intervallo di confidenza [ IC ] 95%, 0.79-1.27 ).
I pazienti trattati con Acalabrutinib hanno mostrato una incidenza statisticamente significativamente inferiore in termini di fibrillazione atriale, un endpoint secondario chiave, rispetto ai pazienti trattati con Ibrutinib ( 9.4% versus 16.0% ).
La fibrillazione atriale è una aritmia che può aumentare il rischio di ictus, insufficienza cardiaca e altre complicanze legate al cuore: complicanze particolarmente rischiose per la popolazione con leucemia linfatica cronica.

ELEVATE-RR: Acalabrutinib vs Ibrutinib nella leucemia linfatica cronica recidivante o refrattaria

ELEVATE-RR è il primo studio di fase III a confrontare due inibitori della tirosin-chinasi di Bruton ( BTK ) nei pazienti con leucemia linfatica cronica precedentemente trattata in presenza della delezione 17p o della delezione 11q.
Lo studio ha raggiunto l’endpoint definito dallo studio di non-inferiorità per la sopravvivenza libera da progressione per Acalabrutinib ( n=268 ) rispetto a Ibrutinib ( n=265 ) nei pazienti con leucemia linfatica cronica precedentemente trattata con alcuni fattori prognostici ad alto rischio.

I pazienti trattati con Acalabrutinib hanno mostrato un’incidenza statisticamente significativa inferiore di fibrillazione atriale di tutti i gradi, un endpoint secondario chiave, rispetto ai pazienti trattati con Ibrutinib ( 9.4% [ n=25/266 ] rispetto al 16.0% [ n=42/263 ]; p= 0.02 ).

È stata osservata una minore frequenza di reazioni avverse con Acalabrutinib rispetto a Ibrutinib, inclusi eventi avversi comuni inferiori, eventi avversi di grado 3 o superiore, eventi avversi gravi, interruzioni del trattamento dovute a eventi avversi ed eventi cardiaci complessivi.
Il profilo di sicurezza e la tollerabilità di Acalabrutinib nello studio ELEVATE-RR si sono mostrati coerenti con quelli degli studi precedenti.

Gli eventi avversi hanno portato all’interruzione del trattamento nel 14.7% dei pazienti trattati con Acalabrutinib e nel 21.3% dei pazienti trattati con Ibrutinib.

Gli eventi avversi di interesse clinico per Acalabrutinib rispetto a Ibrutinib hanno incluso: eventi cardiaci ( qualsiasi grado, 24.1% e 30.0%, rispettivamente ), eventi emorragici ( qualsiasi grado, 38.0% e 51.3%, rispettivamente ), ipertensione ( qualsiasi grado, rispettivamente 9.4% e 23.2% ), infezioni ( qualsiasi grado, rispettivamente 78.2% e 81.4% ), malattia polmonare interstiziale / polmonite ( qualsiasi grado, rispettivamente 2.6% e 6.5% ) e secondi tumori maligni primari escluso il cancro della pelle non-melanoma ( qualsiasi grado, rispettivamente 9.0% e 7.6% ).
Eventi avversi gravi ( qualsiasi grado ) si sono verificati nel 53.8% dei pazienti trattati con Acalabrutinib rispetto al 58.6% dei pazienti trattati con Ibrutinib.

La sopravvivenza globale mediana non è stata raggiunta in nessuno dei due bracci, con 63 ( 23.5% ) pazienti nel braccio Acalabrutinib e 73 ( 27.5% ) pazienti nel braccio Ibrutinib che hanno manifestato un evento ( HR=0.82, IC 95%, 0.59-1.15 ).

ELEVATE-TN: follow-up a 4 anni per Acalabrutinib per i pazienti con leucemia linfatica cronica non-trattati in precedenza

ELEVATE-TN è uno studio randomizzato, multicentrico, in aperto di fase III che sta valutando la sicurezza e l’efficacia di Acalabrutinib in combinazione con Obinutuzumab o da solo rispetto a Clorambucile in combinazione con Obinutuzumab nei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica non precedentemente trattati.
Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario ( PFS valutata dall’IRC con Acalabrutinib più Obinutuzumab rispetto a Clorambucile più Obinutuzumab ) al cut-off dei dati per l’analisi ad interim dopo un follow-up mediano di 28.3 mesi.

Con un follow-up mediano di 46.9 mesi, lo studio di fase III ELEVATE-TN ha mostrato che Acalabrutinib in aggiunta ad Obinutuzumab ha ridotto il rischio di progressione della malattia o morte del 90% ( HR 0.10, IC 95% 0.07-0.17 ) e come monoterapia dell’81% ( HR 0.19, IC 95% 0.13-0.28 ) rispetto a Clorambucile più Obinutuzumab.
I tassi di sopravvivenza libera da progressione stimati a 48 mesi per Acalabrutinib più Obinutuzumab o in monoterapia sono stati rispettivamente dell’87% e del 78%, contro il 25% per Clorambucile più Obinutuzumab.
I risultati di sopravvivenza senza progressione si sono mostrati coerenti tra i sottogruppi ad alto rischio.

Il profilo di sicurezza è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’analisi ad interim a 24 mesi, con tassi di interruzione del trattamento simili tra i bracci ( 25.1%, 30.7% e 22.6% rispettivamente per Acalabrutinib più Obinutuzumab, Acalabrutinib in monoterapia e Clorambucile più Obinutuzumab ). ( Xagena_2021 )


Fonte: American Society of Clinical Oncology ( ASCO ) Annual Meeting, 2021

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