Studio IKEMA: beneficio di Isatuximab più Carfilzomib e Desametasone indipendentemente dal numero di linee terapeutiche ricevute


Nello studio IKEMA è stato valutato se il numero di terapie procedenti potesse avere un effetto sugli esiti del trattamento con la tripletta Isa-Kd, analizzando i risultati nei pazienti trattati in precedenza con una sola linea e in quelli già trattati con più di una linea.
Dei 302 pazienti randomizzati, 134 ( 44,4%; 79 nel braccio Isa-Kd e 55 nel braccio Kd ) avevano ricevuto in precedenza una linea di trattamento e 168 ( 55,6%; 100 nel braccio Isa-Kd e 68 nel braccio Kd ) ne avevano ricevute almeno due.

I dati hanno mostrato che l’aggiunta di Isatuximab ( Sarclisa ) a Kd ( Carfilzomib e Desametasone ) ha migliorato la sopravvivenza senza progressione indipendentemente dal numero di linee di terapia precedenti.

Dopo un follow-up mediano di 44 mesi, nel sottogruppo che aveva effettuato precedentemente una sola linea di terapia la sopravvivenza mediana libera da progressione è risultata pari a 38,2 mesi nel braccio trattato con la tripletta contro 28,2 mesi in quello trattato con la sola doppietta ( hazard ratio, HR 0,723; IC al 95,4% 0,442-1,184 ), mentre nel sottogruppo già trattato in precedenza con più di una linea di terapia la sopravvivenza mediana libera da progressione è risultata rispettivamente di 29,2 mesi versus 17 mesi ( HR 0,452; IC al 95,4% 0,298-0,686 ).

Dopo aggiustamento per i fattori di confondimento, gli hazard ratio sono migliorati, passando da 0,723 a 0,595 nel primo sottogruppo e da 0,452 a 0,397 nel secondo.

Oltre che la sopravvivenza PFS, Isatuximab associato a Kd ha migliorato anche la profondità di risposta sia nei pazienti trattati in seconda linea sia in quelli trattati dalla terza linea in avanti, con un tasso di risposta completa o migliore del 48,1% contro 38,2% nel sottogruppo trattato precedentemente con una sola linea e del 41% contro 20,6% in quello trattato con due o più linee, un tasso di MRD-negatività rispettivamente del 39,2% contro 21,8% e 29% contro 10,3%, e un tasso di risposta completa o migliore con MRD-negativa rispettivamente del 32,9% contro 16,4% e 21% contro 8,8%. ( Xagena_2022 )

Fonte: American Society of Hematology ( ASH ) Annual Meeting, 2022

Xagena_Medicina_2022